Studio su un libro dedicato all’etica di Kant

Autrice: Zupancic
Titolo: L’etica del reale

distinzione tra la dimensione della legalità e dimensione della moralità

la legalità è l’agire in conformità al dovere
la moralità è l’agire in conformità al dovere e solo per il dovere

Quindi la moralità esprime un «surplus»: la pura forma è diventata a sua volta un movente, qualcosa in qualche modo sullo stesso piano dei contenuti della vita e del desiderio che un momento prima Kant aveva detto essere inutili per determinare il livello etico della vita [47]

la moralità, che è la conformità al dovere, è «in sé vuota» proprio e solo perché non è un contenuto desiderato ma la forma del desiderare.

Prendiamo questa osservazione della Sara: «Ma quando ho raggiunto lo scopo della mia vita, cosa mi resta?» Qui si scambia il contenuto determinato (per esempio, laurearsi, o avere quel determinato lavoro) per la direzione.

il desiderio è definito precisamente come la pura forma della domanda, come ciò che rimane della domanda quando tutti gli oggetti (o»contenuti») particolari che potrebbero soddisfarla vengono rimossi. [48]

è in qualche modo un vuoto che ha assunto una forma
Per Lacan «Non è questo vuol dire che nel desiderio di ogni domanda c’è solo la richiesta dell’oggetto»

Il «non è questo» di Lacan credo che esprima l’esperienza di insoddisfazione che si prova quando si arriva a possedere qualcosa che si desiderava ( o si credeva di desiderare): nel momento stesso in cui è a disposizione, scopriamo che in realtà non riesce a soddisfarci pienamente.

interpretazione:
Platone e l’eros come desiderio.
Il desiderio è una esperienza complessa: voglio avere qualcosa che non ho, ma come posso volere qualcosa che non conosco? Sembra di capire che la cosa avviene per rimozione: se tolgo il contenuto di una cosa concreta desiderata, rimane la forma vuota del desiderare, un po’ come se da un blocco di argilla o di sabbia tolgo una certa quantità di materia rimane una forma che mi dice cosa era quello che è stato tolto ma insieme non è quello che è stato tolo
esempio sbagliato:
immaginiamo una specie di puzzle o di tetris: se tolgo un pezzo, il vuoto mi fa capire cosa mancava

questa forma vuota può essere percepita solo grazie al venir meno dei contenuti (Hegel) e anche se in teoria è possibile afferrarla con una sola esperienza vissuta (Siddharta – Budda) di fatto è necessaria una lunga ripetizione dello stesso fenomeno del «presentarsi del contenuto-venir meno del contenuto» perché la coscienza si accorga della esistenza della forma (proprio perché essa non è un contenuto del desiderio, essa non si «vede» di primo acchito come si vede il contenuto del desiderio (Don giovanni desidera il desiderare-la-donna, non la donna.

Davvero carino questo racconto….

…soprattutto il finale!

 

http://www.scientificast.it/2015/05/06/dimmi-qualcosa-di-romantico-amore-quantum-entanglement/