Previsioni meteo….

Annunci

Una buona notizia… con un particolare da annotare

Tim Cook, AD di Apple, ha dichiarato che vuole investire massicciamente in Italia: bellissima notizia, anche se io non sono un fan di Apple. Vogliono investire in particolare a Napoli: bene.
Ma a un certo punto l’intervistatore gli fa la domanda che anche noi tutti faremmo: “Ma lei è mai stato a Napoli?” E Cook risponde candido: “No”
Allora, caro mio, ne riparliamo tra un po’….
http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/economia/2016/01/23/news/l_ad_di_apple_il_manager_spiega_la_scelta_di_investire_a_napoli_siete_come_noi_amate_le_cose_migliori_-131854986/?ref=HRER3-1

La straordinaria forza della natura

zainodude

Questo è un video registrato da Geoff Mackley, fotografo freelance, a Vanuatu, Ambrym Island, sul vulcano Marum. Questo oltre a dimostrare l’esagerata forza della natura sottolinea l’estrema piccolezza dell’uomo nei suoi confronti. Ricorda quasi il Viandante sul mare di nebbia di Friedrich per la modalità e la posa del fotografo; al posto delle nuvole, però, l’australiano aveva ai suoi piedi un mare di lava… Non male!

View original post

Dizionario professorese-studentese

Quello che dice il prof…

… va inteso così

Buongiorno ragazzi

Buongiorno ragazzi

Studiate questo capitolo

Studiate questo capitolo

Leggete questo capitolo

Studiate questo capitolo

Per favore, leggete questo capitolo

Ragazzi, questo capitolo è importante e ci tengo che lo studiate tutti e bene

Leggete bene questo capitolo

Ragazzi, attenti! Questo capitolo voglio che lo sappiate alla perfezione, e chi non lo sa, guai a lui!

Poi ci sarebbe da fare anche questo capitolo /paragrafo

Ragazzi, questo capitolo è da fare esattamente come gli altri, anche se non ho avuto il tempo di spiegarlo. Non fate finta di niente e non cercate di saltarlo con la scusa che non l’ho spiegato: anzi proprio per questo vi interrogherò con maggiore attenzione su queste pagine.

C’è qualcuno che vuole leggere questo libro?

Ragazzi, tengo molto a questo libro (altrimenti non ve lo avrei proposto) e ci resterò molto male se nessuno lo leggerà. Se ciò dovesse accadere, questo fatto modificherà in senso negativo, anche se di poco, la mia impressione complessiva della classe. Quindi non state lì tutti zitti aspettando che qualcun altro si faccia avanti ma datevi una mossa in prima persona.

Non c’è proprio nessuno di voi che ha letto questo libro /visto questo film?

Ma è possibile che abbiate un retroterra culturale così modesto? Che cosa avete fatto fino a questo momento? Cosa avete guardato /letto finora? Sono molto deluso: dovete darvi da fare.

Questo lo facciamo dopo le vacanze.

Vi voglio pronti per il primo giorno DOPO le vacanze

Sul Santo Natale

Il Natale può essere mistico, almeno per qualcuno di noi umani; ma «magico», no. Cosa c’entra la magia con il Natale? La magia è lo sforzo, inutile, che gli uomini del passato attuavano per controllare il mondo con il potere de lla parola: dal fatto che una persona può modificare l’agire di un’altra persona solo parlandone in un certo modo inferivano che si potesse fare lo stesso anche con la natura. Da qui l’illusione che gli incantesimi, le formule misteriose, gli abacadabra potessero incidere nel fluire del mondo, modificandolo a nostro vantaggio.
Ma forse, protesterete voi, quando si dice che il Natale è magico si allude a qualcosa di molto più semplice e alla mano: per esempio, all’esperienza di sospensione, rispetto alla sequenzialità noiosa e ripetitiva della vita quotidiana, che la festa porta con sé. È un giorno diverso dagli altri, in cui per un attimo la vita resta sospesa: siccome questo non avviene tutti i giorni, anche noi restiamo sospesi, proprio come di fronte a una magia. È lo stupore, che di solito proviamo di fronte a qualcosa che non capiamo (come appunto una magia), la ragione per la quale il Natale viene dichiarato «magico». Se proprio accettiamo di scendere al livello minimo, è lo stupore dei bambini che si ritrovano il soggiorno pieno di regali e non capiscono perché. L’iconografia occidentale, plasmata sull’esperienza europea, aggiunge la neve, rarissima anche se possibile in Palestina, a prescindere dal fatto che non conosciamo la data esatta della nascita di Gesù: il 25 dicembre venne scelto convenzionalmente diversi secoli dopo, per seppellire sotto il nuovo culto le vecchie feste pagane (a proposito, avete notato che le grandi raffigurazioni iconiche della Natività, da Giotto in poi, non ambientano l’evento su uno sfondo innevato?). Da circa un secolo, ci deve essere anche il pancione vestito coi colori della CocaCola.
Ma cosa c’entra tutto ciò con il Natale, che per la religione cattolica è la testimonianza della libera iniziativa di Dio nei confronti dell’uomo? La dimensione religiosa di questa festa ha una consistenza ontologica immensa, perché celebra il momento in cui l’infinito si è fatto finito: qualcosa di impossibile secondo l’intelletto calcolatore ma che rappresenta uno dei battiti primi dell’esperienza religiosa cristiana. Si può accettare o respingere questa visione ma, per favore, rimaniamo almeno nei suoi dintorni se vogliamo parlare del Natale. Ciò che è in gioco è difficile da afferrare ma almeno è semplice da avvistare: Dio è diventato uomo, vero uomo. Perciò come ogni uomo ha iniziato dal ventre di una ragazza, ha conosciuto le possenti e imperiose spinte espulsive della madre, lo shock dell’aria fredda fuori e dentro i polmoni, la rasserenante tenerezza del seno. Su queste cose i teologi del tardo Impero romano hanno discusso e litigato fino allo sfinimento, e talvolta letteralmente fino alla morte. A noi forse sembrano dettagli insignificanti e ridicoli, o forse ripugnanti e impresentabili, e ci chiediamo perché della gente che si può presumere intelligente abbia perso il suo tempo (e forse la sua sua vita) per queste cose. Eppure qui c’è il cuore di tutto quello che è venuto dopo.
Penso che sarebbe più facile persino discutere con un musulmano di queste cose piuttosto che con un cristiano pallido e astratto, ormai piuttosto un ex cristiano. Il «volemose bene» cui viene ridotta e compressa l’esperienza religiosa di questa festa, svuotandola di ogni tensione trascendente, è talmente caramelloso e mellifuo da far vomitare.