20:30

I'm Giada

Switch your lights off tonight at 20:30, help the world with WWF.

WWF’s Earth Hour shows us how each of us can be heroes for our planet, our home. Our actions today can change our tomorrow.

Earth Hour is a worldwide movement organized by the World Wide Fund for Nature (WWF). The event is held annually encouraging individuals, communities, households and businesses to turn off their non-essential lights for one hour, from 8:30 to 9:30 p.m. towards the end of March, as a symbol for their commitment to the planet. It was started as a lights-off event in Sydney, Australia, in 2007. Since then, it has grown to engage more than 7,000 cities and towns across 172 countries worldwide.

Let’s #ChangeClimateChange !

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Cose da matti…

Pochi giorni fa un giodice ha evitato di condannare un operatore della Croce Rossa accusato di aver violentato una collega perché quest’ultima, autista barelliere, pur opponendosi alla violenza, aveva soltanto detto “basta” e non aveva gridato con tutto il fiato che aveva in gola. In mancanza di questa circostanza la giudice Diamante Minucci ha ritenuto di non poter condannare l’imputato; paradossalmente ma non troppo, a questo punto è scattata l’accusa per calunnia a carico della donna. I fatti risalirebbero al 2011. L’imputato non nega i palpeggiamenti, ma naturalmente sostiene che la ragazza fosse consenziente.

Come sempre in questi casi, riuscire a capire cosa sia successo è difficilissimo. Sembra per esempio che in realtà i tentativi di violenza siano durati per diversi mesi: la prestazione sessuale sarebbe stata una specie di “pizzo” per evitare turni scomodi.

La ragazza si difende sostenendo che di fronte a persone forti “si blocca“. Il risultato finale è che i giudici non le hanno creduto.

Tutti i commenti però si appuntano sulle motivazioni della sentenza: “Non grida, non urla, non piange – scrive la corte, composta solo di donne – pare abbia continuato il turno dopo gli abusi”. Inoltre”non riferisce di sensazioni o condotte molto spesso riscontrabili in racconti di abuso sessuale, sensazioni di sporco, test di gravidanza, dolori in qualche parte del corpo”.

In effetti le motivazioni lasciano basiti. Si possono immaginare mille ragioni per il comportamento della ragazza: è almeno immaginabile che abbia pensato e sperato che le cose si sistemassero da sole; che se avesse lasciato passare sotto silenzio le avances si sarebbero fermate da sole, che il suo molestatore si sarebbe stancato. E’ facile supporre che la ragazza abbia immaginato che, restando al suo posto, avrebbe evitato la vergogna pubblica che l’avrebbe avvolta se si fosse messa a gridare facendo accorrere altre persone. Dalle notizie giornalistiche non si capisce fino a che punto si siano spinte le cose: e di conseguenza non si capisce quale tipo di prova sarebbe stato possibile chiedere. Per i giudici, evidentemente, sono necessari gesti ben precisi per poter dichiarare che c’è stata violenza: ma è possibile davvero pretendere dalle vittime che riescano a mantenere un comportamento “standard”, che la legge o i suoi interpreti ritengono l’unica prova valida per confermare la violenza?

 

Per una buona convivenza linguistica

E bravo Andrea!

Dialoghi con Prometeo

Da pignolo e gran rompiscatole che sono, ogni giorno le mie orecchie strillano dal dolore a sentire certi strafalcioni linguistici che mi fanno accapponare la pelle. Molte persone li commettono perché hanno sentito queste cose da altri e le hanno prese per giuste, molte espressioni sono poi entrate nel linguaggio comune (che rimane sempre errato!) e detto questo sarò costretto a sentirle per il resto della mia miserabile esistenza da grammar-nazi.

Per essere molto schietti, io sono un purista della lingua italiana e non tollero che certe cose vengano omesse o ancor peggio ammesse nell’idioma più bello del mondo, perché diciamocelo, con un poco di presunzione, l’italiano è la lingua più bella del mondo.

Ecco ora una lista degli errori, o per meglio dire orrori che non posso tollerare.

Purista e puritano

Iniziamo con la parola che ho scritto prima, quando ho affermato di essere «un purista della lingua italiana». Essi…

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