Breve riflessione su un detto di Oscar Wilde

Il detto in questione suona più o meno così: “Non lasciarti coinvolgere in una discussione da un imbecille: ti trascina al suo livello e poi ti batte con l’esperienza”.

Giustissimo. Ma il fatto è che questa è proprio la massima fatta propria, in modo istintivo, dall’imbecille in questione, il quale sa perfettamente che non può competere con una persona formata, istruita, che ha speso anni della sua vita a riflettere, che si tiene aggiornata sulle questini di attualità leggendo più di un quotidiano. L’imbecille, comportandosi in modo per niente imbecille, la butta sul livello in cui anche lui ha qualcosa da dire: la violenza verbale, l’insulto, il luogo comune… Venendo a mancare la correttezza del ragionamento e il fondamento  dell’argomentazione, conta solo la forza vitale con quale di difendono o si propongono le proprie posizioni (non voglio nemmeno chiamarle “tesi” perché ciò implicherebbe una scelta ponderata, un’idea, almeno una intuizione: tutte cose che ben difficilmente si ritrovano in un imbecille).

Per cui alla fine ci troviamo davanti al paradosso di un comportamento “intelligente” (nel senso che è finalizzato a ottenere in modo efficace il risultato desiderato, ossia la vittoria nel confronto dialettico) in una persona “non intelligente”.

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