Una riflessione sull’innovazione didattica

Cari colleghi impegnati nella trasformazione, io ho la sensazione che il “Movimento” (chiamo così tutto lo “stream” di esperienze più o meno tumultuose di questi ultimi vent’anni nel campo della innovazione didattica applicata al digitale) abbia trasmesso al resto dei colleghi una impessione forrtemente negativa: puntando costantemente sulla necessità di “innovare” abbiamo fatto passare forse l’impressione che gli “altri” non insegnassero bene; e questi “altri” (che nella stragrande maggioranza dei casi sono ottimi professionisti, con vasta esperienza e capaci di insegnare molto bene) si sono sentiti più o meno inconsiamente offesi e i sono tramutati nel mro di gomma che conosciamo bene. Forse avremmo dovuto inviare un messaggio diverso: suggerire cioè che l’informatica permette di fare tutto che loro già fanno, ma di farlo meglio. Insistere cioè non sul lato di rottura, ma su quello della continuità. Il cambiamento sarebbe venuto fuori comunque, nel tempo; ma forse con meno acrimonia. Che ne pensate?

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Che cos’è l’inversione termica

L’Agenza Europea per l’Ambiente ha pubblicato una infografica per spiegare cosa è l’inversione termica, che è responsabile dei picchi di inquinamento raggiunti nelle nostre città.

 

inversione termica_agenzia ambiente

Un film che in Italia non si è mai visto

The Righteous Enemy (1994) [TV version – 57min.] from Joseph Rochlitz on Vimeo.

Meanwhile, there is the story, on the Adriatic coast of Yugoslavia, in Vichy France and in Athens and Salonika in Greece. The Germans wanted to murder more Jews. The Italians declined to surrender the Jews they held in custody. Mussolini vacillated, Nazis persisted, some Italians did what they could. ”The Righteous Enemy,” a film about living history, is a compelling piece of work.

Piccole cause dai grandi effetti

Io sostengo una ipotesi di lavoro che va controllata ma che mi pare utile per non finire nelle geremiadi senza via d’uscita. Vale, è vero, solo per l’architettura “normale”, ossia le case in cui tutti noi viviamo. L’ipotesi è questa: le nostre città sono diventate più brutte quando sono stati approvati i regolamenti edilizi che hanno ridotto l’altezza dei plafoni a 2,70 metri, essenzialmente per motivi economici. In questo modo le facciate delle case hanno perso la loro tradizionale armonia, che nasceva dalla possibilità di avere certi particolari rapporti tra altezza e larghezza delle finestre e certi particolari rapporti tra le file delle finestre (tra di loro e con il resto della facciata). Siccome la larghezza delle finestre non può cambiare (o cambia di poco) perché è legata alla dimesnioe fisica dei corpi che le devono gestire, la riduzione dei plafoni a 2.70 ha agito solo su una dimensione delle finestre stesse, l’altezza, nonché sulla distanza tra le file stesse di finestre. Le finestre quindi sono diventate più tozze e più brutte, e così pure le facciate. Il resto è venuto di conseguenza (fate un esperimento: attraversate diametralmente Milano, anche usando street view se non siete delle nostre parti, e constatate come cambia l’aspetto delle facciate e come le case popolari dei primi dell’Ottocento siano MOLTO più eleganti, proprio per l’equilibrio delle loro facciate, delle ricche case costruite a partire da un certo momento in po

Compiti e risultati

Vorrei cercare di affrontare il problema delle competenze da un altro punto di vista.

Seguendo un articolo apparso sul Sole24ore a firma Massimo Calì il 16 gennaio 2018, un testo piuttosto confuso a dire il vero, vorrei distinguere tra compito e risultato. Il compito è quello che si fa normalmente a scuola. È una consegna ben precisa per la quale esiste una sola soluzione possibile, che è quella che l’insegnante si aspetta e che lo studente deve produrre.

La forma ideale di compito è il questionario a scelta multipla, che non a caso veniva una volta descritto come «Prova oggettiva»: ci misi molto tempo a capire, all’epoca, che l’aggettivo in questione non voleva dire che l’esercizio era capace di descrivere in maniera oggettiva le capacità del ragazzo, ma che non poteva essere messa in discussione da nessuno.

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La solita scoperta dell’acqua calda nel campo dell’educazione…

Però è importante che lo dica Google: magari così qualcuno ci crederà di più. E qualcuno forse comincerà a ricredersi sulla scuola italiana, e comincerà a capire perché tutte le mie studentesse che hanno passato l’anno di quarta all’estrero hanno preso senza eccezioni il massimo dei voti in tutte le materie (con un’unica eccezione, giustificata dal fatto che è andata a passare il suo anno all’estero in Ungheria ed è stata penalizzata al massimo grado dalla lingua). I problemi arrivano all’università (dove servono massicci investimenti, soprattutto per i laboratori), non alle scuole superiori!

https://blogs.transparent.com/language-news/2018/01/01/sorry-stem-google-just-made-the-case-for-more-foreign-language-education/

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Matchstick

Quando l’acqua inizia a bollire, è da sciocchi spegnere il fuoco.

Lo sport siamo noi

Fino al novantesimo. Mollare mai. Lottare sempre

Lara's mind

L’obbiettivo della vita: semplice ma non vuota.

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MY SENSATIONS

"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo"

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Verso l'infinito e oltre!

Veronica's corner

E per quanta strada ancora c'è da fare, amerai il finale!

La Rassegna Scientifica

La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza.

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Untidy girl's blog

Uno dei vantaggi di essere disordinati è che si fanno costantemente delle scoperte entusiasmanti.

ESTROflesso

Vivendo con i paraocchi arriverai forse prima alla meta, ma perderai la parte migliore del viaggio.

SCUOLA DI CUORE

visioni educative di Elisa Turrini

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Storie di successo, storie di vita.

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Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti. (Pablo Neruda)

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La prigione peggiore è una mente chiusa

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